Il territorio

Sulla costa orientale della Sicilia, poco più a sud dell’Alcantara, là dove le estreme pendici dell’Etna, ondeggiate da piccole colline, si estendono divenendo pianure, un fiumicello nasce dalla lava e, per l’eccezionale freddezza delle sue acque, corre a raggiungere il mare col nome di Fiumefreddo.
Veduta del PaeseFiumefreddo di Sicilia prende il nome dal fiume che lo attraversa, integrato con “di Sicilia” per distinguerlo da quello di Bruzio in Calabria.
Il nome originario è “putieddi” (o botteghelle) per la presenza di botteghe di proprietà dei principi di Palagonia che servivano da ristoro per i viandanti.
Il Comune è posto sul versante litoraneo orientale del monte Etna ed estende il suo territorio dal livello del mare fino a 280 mt circa d’altitudine; confina con i Comuni di Calatabiano, Piedimonte Etneo e Mascali.
Il territorio possiede molteplici potenzialità, da una prosperosa agrumicoltura, ad una fiorente serricoltura, ad un territorio naturalmente vocato al turismo.
La sua felice posizione geografica, ai piedi del Vulcano più famoso d’Europa e lambita da un mar Ionio ancora incontaminato, assieme all'incantevole Riserva Naturale Orientata del fiume Fiumefreddo ne fanno una meta turistica invidiabile, specie in estate.

E’ collegato dall’importante nodo ferroviario Messina-Siracusa, dalle strade statali 114 e 120 e dalla rete autostradale, con lo svincolo dell’A18 che la collega a Messina e Catania.
Il territorio comunale si suddivide in quartieri e contrade.
Mare FiumefreddoAd accogliere i visitatori, come un "biglietto da visita" per chi raggiunge il paese dalla A/18 o percorre la S.S. 120, è l’aggregato abitativo di Ponte Borea, che sorge a nord ovest e che conserva la "Torrerossa", monumento risalente (data incerta) all’epoca greco-romana, simbolo del Comune di Fiumefreddo di Sicilia, da cui prende il nome una piccola contrada.
A nord del territorio troviamo il “chiostro” del paese, il quartiere Diana, con l’abitato che si sviluppa attorno alla piazza “S. Vincenzo”, dal nome del Santo cui è intitolata la Chiesa del quartiere, ed in cui è possibile osservare il palazzetto Diana (Corvaja) della fine del XVIII sec..
Dal quartiere Diana fino al confine con il Comune di Calatabiano sorge la contrada denominata Liberto, da alcuni anni in forte espansione edilizia.
Ponte della Riserva Naturale
Il quartiere Feudogrande, ad ovest, può essere considerato la "terrazza" del paese, per la sua posizione collinare.
Il quartiere è circondato da rigogliosi agrumeti e vi si ammira la Chiesa del "Santo Bambino di Praga". Oltre Feudogrande, a circa tre chilometri dal centro del paese, si trova la contrada di Civì, ricca d’agrumeti e poco popolata, che si pensa abbia preso il nome da un’antica famiglia che vi abitava; inserito nel paesaggio di detta contrada si trova il borgo contadino "Borgo Valerio", residenza signorile del ‘700 con annessa cappella, oggi adattato ad azienda agrituristica.
Botteghelle o "putieddi" rappresenta il centro della vita economica e culturale del paese e coincide con la zona dove insisteva l’antico villaggio di locande, botteghe e fondachi per il cambio cavalli.

Nella piazza centrale si ammira la Chiesa Madre intitolata a "Maria SS. Immacolata", con l’imponente statua della Madonna che protegge tutto il territorio comunale e che rende inconfondibile, anche dall’alto, l’abitato di Fiumefreddo.
Ma il “nucleo originario” del paese è il quartiere Castello, che prende il nome dal seicentesco Castello dei Principi di Palagonia, dove è possibile ammirare il “Casale Papandrea”, antico borgo di residenza e di lavoro comprendente una fabbrica per la lavorazione degli agrumi e dei suoi derivati.
Gli abitanti del quartiere sono devoti alla Madonna della Catena alla quale è stata dedicata la Chiesa e che ogni anno, in occasione della festa richiama moltissimi devoti.
A sud del paese troviamo Gona, il cui nome deriva da icona per la presenza, in epoche remote, di una cappella con un’icona bizantina, che segna il confine tra i Comuni di Fiumefreddo e Mascali.